Noi, gente di provincia, siamo fatti così: amiamo la tranquillità dei nostri borghi, ma ogni tanto sentiamo il bisogno di evadere, di scoprire qualcosa di nuovo a pochi chilometri da casa. E l’estate scorsa, complice il caldo afoso che soffocava Brescia, avevamo proprio voglia di un’avventura “dietro l’angolo”. A darci l’ispirazione è stato un amico: “Dovete assolutamente andare a Vaprio d’Adda! È un posto incantevole, un’oasi di pace a due passi da Milano e Brescia”. Detto, fatto! Io e mio marito, senza pensarci troppo, abbiamo caricato la macchina e ci siamo diretti verso questa meta sconosciuta.

Il viaggio da Brescia è stato piacevole, con il paesaggio che cambiava gradualmente, dalle colline della Franciacorta alla fertile pianura lombarda. Una volta arrivati a Vaprio d’Adda abbiamo superato il Ponte Fiume Adda di Canonica d’Adda, abbiamo seguito la strada e… qui vi svelo un piccolo trucco per il parcheggio!
Parcheggio a Vaprio: Un Consiglio da Chi C’è Stato!
Abbiamo proseguito lungo il tratto stradale a destra subito dopo il ponte, alla prima rotonda abbiamo girato a sinistra e all’incrocio di nuovo a sinistra e infine di nuovo a sinistra lungo la Via XXV Aprile, una strada a senso unico in discesa con parcheggi liberi. È una dritta che vi assicuro funziona: i parcheggi in paese non mancano, ma trovare un posto gratuito e comodo come questo è una manna dal cielo!
Parcheggiata la macchina, abbiamo imboccato la discesa e, arrivati quasi al ponte, abbiamo svoltato a sinistra, prendendo la Alzaia Nord. Da lì, abbiamo finalmente intrapreso il percorso lungo il Naviglio della Martesana, il vero cuore pulsante di Vaprio, un corso d’acqua che sembrava sussurrare storie antiche. Ci siamo fermati ad ammirare le acque tranquille e gli alberi secolari che si specchiavano nel canale. Un vero balsamo per l’anima, dopo la frenesia della settimana lavorativa.
Il sentiero è facile e ben tenuto, ideale per una passeggiata rilassante o per un giro in bicicletta. Lungo il percorso, abbiamo incontrato cartelli informativi, persone che passeggiavano come noi, altri in bicicletta, pescatori intenti a lanciare le loro lenze, famiglie che facevano un picnic sull’erba e coppie che si godevano un momento di intimità. Un’atmosfera serena e conviviale, che ci ha fatto sentire subito a casa.
Sulle orme di Leonardo a Vaprio d’Adda
Non si può parlare di Vaprio d’Adda senza nominare il grande Leonardo Da Vinci. Si dice che abbia trascorso parecchio tempo qui, ospite della nobile famiglia Melzi. In effetti, Villa Melzi è ancora lì, affacciata sul fiume, elegante e silenziosa. Non è aperta al pubblico, ma basta guardarla da fuori per immaginare il genio toscano intento a studiare il corso dell’Adda, schizzando sui suoi taccuini progetti avveniristici e dettagli di chiuse e canali.
Villa Melzi d’Eril
Villa Melzi a Vaprio d’Adda è una villa residenziale affacciata sul fiume, fatta costruire nel 1482 dal Conte Palatino Giovanni Melzi. È nota soprattutto in quanto, tra il 1511 e il 1513, vi è stato ospite Leonardo da Vinci. Durante la sua permanenza, Leonardo condusse studi ed esperimenti per il trattato Delle Acque e ritrasse … Leggi tutto
Un Bosco Trasformato in Galleria d’Arte a Cielo Aperto
Appena varcata la soglia del boschetto, ci siamo sentiti catapultati in un mondo fantastico. Tra gli alberi secolari, abbiamo iniziato a scorgere sculture di legno di ogni forma e dimensione. Un gufo appollaiato su un tronco, un coniglio dall’aria saggia, una cicogna intenta a esplorare il bosco. Ogni scultura era una sorpresa, un piccolo tesoro da scoprire.
Ma la scultura che ci ha colpito di più è stata senza dubbio quella del drago Tarantasio, il mostro che un tempo terrorizzava le acque del lago Gerundo. Le sue ali spiegate e il suo sguardo fiero sembrano sfidare chiunque osi turbare la pace di questo luogo, mentre la sua presenza conferisce al boschetto un’aura di mistero e magia, evocando storie di antichi eroi e di battaglie epiche contro le forze del male. Si dice che, nelle notti di luna piena, si possa ancora udire il suo ruggito riecheggiare tra gli alberi..
Per approfondimenti vi lascio i seguenti link:

La leggenda del Drago Tarantasio
Dalle nebbie fumose che un tempo avvolgevano le nostre zone, nell’epoca in cui qui si estendeva il lago Gerundo, nasce la leggenda che riporta al misterioso drago Tarantasio. Gli avvistamenti avvengono in diversi periodi storici e al suo affiorare dalle acque melmose si accompagnavano spesso miasmi mefitici e lampi sinistri…
Fonte: prolocovaprio.it

Tarantasio
Tarantasio è il nome di un drago leggendario che terrorizzava gli abitanti dell’antico lago Gerundo (oggi prosciugato), nella zona di Lodi, in Lombardia. Si riteneva che questo animale mitologico divorasse i bambini, distruggesse le imbarcazioni e ammorbasse l’aria con il suo fiato pestilenziale, causando una strana malattia denominata febbre gialla.
Fonte: Wikipedia
A Vaprio d’Adda, la natura nasconde un segreto. Il lago che oggi è la zona agricola e urbana nei secoli passati era infestato da un Drago: Tarantasio.
Si narra che mille anni fa, queste terre erano lambite da un grande lago paludoso, il lago Gerundo. All’epoca questi territori erano coperti da estesi boschi, e una nebbia fitta e pesante si diffondeva tutt’intorno nel lago e nelle campagne. A rendere triste la vita in questi luoghi era la presenza di un drago terrificante che infestava le acque del lago Gerundo, un enorme bestione chiamato Taranto o Tarantasio.
La leggenda racconta di un essere simile ad un serpente lungo ben 50 braccia, con una bocca enorme, molto simile a quella di un coccodrillo e un alito pestilenziale che rendeva insalubre l’aria. Ubertino Visconti, agli inizi del Duecento, fu il solo ad avere il coraggio di affrontare e uccidere finalmente il mostro.
Conclusione
La nostra giornata a Vaprio d’Adda è stata una vera boccata d’aria fresca. Un’esperienza semplice, autentica, che ci ha permesso di staccare la spina dalla routine e di riscoprire la bellezza delle piccole cose.
E, mentre rientravamo verso Brescia, non potevamo fare a meno di pensare alla prossima avventura. Perché proprio di fronte a Vaprio d’Adda, sull’altra sponda dell’Adda, c’è un luogo magico che abbiamo visitato più volte: Crespi d’Adda, un villaggio operaio dichiarato Patrimonio dell’Umanità dall’UNESCO. Ma questa, è un’altra storia… e ve la racconterò nel prossimo viaggio!
Cosa portare:
- Scarpe comode per camminare
- Protezione solare e cappello (soprattutto in estate)
- Repellente per zanzare (primavera/estate) sono piuttosto insistenti soprattutto al tramonto.
- Giacca leggera (anche in estate per le serate)
- Bottiglia d’acqua riutilizzabile
- Macchina fotografica
- Binocolo: Se siete appassionati di birdwatching, un binocolo vi permetterà di osservare da vicino gli uccelli che popolano le sponde del fiume.
Informazioni pratiche:
- Come arrivare da Brescia: Autostrada A4 (Milano-Venezia), uscita Trezzo sull’Adda.
- Come arrivare da Milano: Autobus Z310 da Milano (Lampugnano M1). In auto, A4 uscita Trezzo sull’Adda.
Per pianificare il viaggio e verificare gli orari degli autobus in tempo reale, è possibile utilizzare diverse applicazioni come Moovit, Citymapper o Google Maps. Queste app consentono di creare un percorso personalizzato, indicando la posizione di partenza e quella di destinazione, e visualizzando gli orari degli autobus disponibili. Inoltre, offrono mappe dettagliate delle linee di autobus e notifiche in tempo reale sullo stato del traffico e degli eventuali ritardi.
Se siete giunti fin qui, allora meritate un GRANDE RINGRAZIAMENTO! 🤗 Apprezzo sinceramente il vostro interesse e spero che la lettura abbia suscitato in voi emozioni, ispirazione e un po’ di divertimento. Se avete apprezzato il mio articolo, vi incoraggio a condividerlo con i vostri amici e a seguirmi sui miei profili social per restare sempre aggiornati sulle mie avventure. Potete trovarmi su Instagram 📸 e su Facebook.📘 Mi piacerebbe molto far conoscere il mio lavoro a più persone possibile e creare una comunità di appassionati viaggiatori 🚗🧳🚅🧳🛵. Grazie ancora per il vostro sostegno e vi auguro di vivere esperienze di viaggio meravigliose!😍